Una visita da New York
L'artista Pascal Perich si è presentato alla 7a classe di Stampa ed ha presentato New York.
A metà aprile abbiamo svolto un progetto con l’artista Pascal Perich venuto da New York. Lui è un fotografo, regista e artista multimediale, nato in Francia, si è poi trasferito a New York che è ormai la sua sede stabile da più di 30 anni. Ha una figlia di 23 anni. È venuto in valle per un progetto artistico personale.
Dato che a scuola trattavamo il tema “New York” la nostra insegnante di classe l’ha invitato alla nostra lezione di inglese. Lui poi ci ha presentato questa città e
abbiamo imparato tante cose interessanti, per esempio che a New York la temperatura ha una importante escursione termica dall’inverno all’estate e che le spiagge, nella stagione estiva, sono molto affollate.
Ci ha parlato molto di Central Park famoso per la sua grandezza, la vegetazione e il suo lago e ci ha detto che ci sono tre ponti principali: Brooklyn Bridge, Manhattan Bridge, Queensboro Bridge che collegano Manhattan (un’isola) con gli altri quartieri.
C’è inoltre un edificio bellissimo e grande che è il grattacielo Empire State Building, nel quale si trovano uffici e centri commerciali.
Una cosa interessante è la disposizione delle strade e dei palazzi che sono messi orizzontalmente e verticalmente (grid system) in modo parallelo; l’unica via che passa diagonalmente è la strada di Broadway.
Un monumento storico famoso di New York è la Statua della Libertà, la statua è stata regalata agli Stati Uniti dalla Francia ed è stata posizionata su un’isoletta vicino ad Ellis Island, il punto dove venivano accolti tutti gli immigrati dall’ Europa. Sul suo piedistallo c’è inciso un sonetto: “Give me your tired, your poor / your huddled masses yearning to breathe free” […]. Questo sonetto era un augurio di benvenuto per tutti quelli che arrivavano negli Stati Uniti di esaudire il cosiddetto “American dream”, il sogno di una vita migliore. Infatti, ancora oggi New York è chiamata anche “melting pot” dato che ha una incredibile diversità etnica e culturale.
Dall’ altra parte non ci ha nascosto che ci sono, secondo lui, anche lati meno positivi:
in generale le persone potrebbero essere più gentili, la città è in parte molto sporca, i mezzi pubblici sono molto affollati e rumorosi, l’educazione scolastica potrebbe essere più complessa ecc.
Secondo noi è stata un’esperienza davvero bella, ci ha insegnato molto ed è stato super interessante vedere come lavora!
È stata un’esperienza che sicuramente ci rimarrà impressa e che si potrebbe ripetere anche con altri artisti, o persone un po' “diverse” dal solito.
Speriamo che anche Pascal si sia trovato bene con noi e che sia riuscito a portare a termine tutto quello che aveva in mente di realizzare qui in Bregaglia.